Recensione: MAX PAYNE

Trasposizione cinematografica dell’omonimo videogame piuttosto insipido e poco avvincente.


TITOLO ORIGINALE: Max Payne

NAZIONE:

ANNO: 2008

REGISTA: John Moore

INTERPRETI PRINCIPALI: Mark Wahlberg, Mila Kunis, Beau
Bridges, Olga Kurylenko, Ludacris, Donal Logue, Chris O’Donnell, Kate Burton, Amaury Nolasco

GENERE: Azione, Drammatico

DURATA: 100 min. (1h 40 min), colore, sonoro

SINOSSI: Max Payne, un poliziotto di New York, vuole vendicare la morte di sua moglie e suo figlio ma si troverà immischiato in un situazione più grande…

RECENSIONE: Chi scrive questa recensione è un appassionato del videogioco di Max Payne. Quindi credevo che il mio giudizio sarebbe stato influenzato dal desiderio di vedere le avventure di Max Payne sul grande schermo, ma questo, a parte alcuni dettagli, al fin dei conti non va a cambiare molto il risultato di questa recensione. A parte questo doverosa precisazione iniziamo a parlare del film:Wahlberg è protagonista in questo live-action basato sull’omonimo videogioco Max Payne. Il film presenta divergenze con la trama del videogioco ma non è questo che lo rende un film deludente e abbastanza piatto. Il plot narrativo del videogioco, coinvolgente e avvincente, è stato appiattito per dare al film più azione. Sono state conservate le ambientazione e l’aspetto gotico ma non hanno lo stesso impatto. Il film è molto meno “noir” del videogioco e l’effetto bullet-time è molto meno sfruttato del dovuto, forse dovuto dal film innovatore di questo effetto speciale: Matrix.
Wahlberg è forse la scelta giusta per interpretare il detective di New York al quale hanno ucciso la moglie e il figlio. La sceneggiatura è scadente, ed è strano perché è basata su un soggetto solido, ma soprattutto è piena di dialoghi “telefonati” che appesantiscono la pellicola inevitabilmente. Le scene d’azione sono ben studiate e create ma forse è uno dei pochi aspetti positivi che si possa incontrare in Max Payne, insieme alla fenomenale fotografia.

CURIOSITÀ:

  • È presente una scena aggiuntiva al finale dei crediti che fa presagire a un secondo capitolo ma attualmente non si hanno notizie sulla realizzazione di un Max Payne 2.
  • Mark Wahlberg ha dichiarato che non ha mai giocato al videogame.
  • Questo è il secondo film di Olga Kurylenko basato su un videogame, il primio era Hitman.
  • Mark Wahlberg ha dichiarato che john Moore è uno dei migliori registi con il quale ha lavorato.
  • In internet è stato votato come “uno dei peggiori film mai fatti”.
  • Mark Wahlberg e Mila Kunis hanno lavorato insieme anche in Notte folle a Manhattan e Ted.
  • Beau Bridges ha le stesse iniziali del suo personaggio, infatti interpreta B.B.

CONSIGLI: Se siete fan del videogame sarà abbastanza deludente per voi vedere questa pellicola.

IN UNA PAROLA: Deludente

GIUDIZIO: 5

Recensione: IL GABINETTO DEL DOTTOR CALIGARI

Recensione del film Il gabinetto del dottor Caligari film manifesto dell’espressionismo tedesco di Robert Wiene

TITOLO ORIGINALE: Das Cabinet des Dr. Caligari
NAZIONE: Germania
ANNO: 1920
REGISTA: Robert Wiene
INTERPRETI PRINCIPALI: Friedrich Fehér, Werner Krauss, Conrad Veidt, Lil Dagover, Hans Heinrich von Twardowski, Rudolf Lettinger
GENERE: Horror, Drammatico
DURATA: 71 min. (1h e 11 min), b/n, muto
SINOSSI: Francis racconta la sua storia a un vecchio signore che ha come protagonista lui e un fantomatico dottor Caligari…
RECENSIONE: Il film di Wiene oltre a essere l’apice del movimento artistico dell’espressionismo ha molti aspetti nella struttura delle sceneggiatura del cinema moderno. Il linguaggio estetico del film ha le caratteristiche dei film del cinema muto inquadrature fisse a stampo teatrale, ma ha una modernità nella struttura della sceneggiatura come ad esempio l’utilizzo del flashback, presente in tutto il film. La scenografia sghemba, senza prospettiva, carica di scuri danno al complessità del film un carattere cupo. La tensione drammatica cresce fino ad arrivare al finale pieno di colpi di scena. La dualità tra sogno e realtà, e dei personaggi stessi, fanno di questa pellicola una pietra miliare del cinema degli anni 20. Questo film è un classico esempio dove l’estetica delle immagini è funzionale alla storia. L’uso delle immagini virate è sapientemente usato, caratteristica persa con l’avvento dei colori. Il trucco degli attori dà forza e potenza ai vari personaggi donando caratteristiche inquietanti e spaventose. La tecnica attoriale è ridondante, pesante e molto esagerata tipica del cinema dell’epoca ma questo, considerando l’impossibilità di poter usare la parola, dona ai personaggi carattere e forza. Da manuale l’uso delle inquadrature con mascherini e dissolvenze. Molto forte il personaggio del sonnambulo Cesare.
CONSIGLI: Solo per i veri appassionati del cinema.
IN UNA PAROLA: Intramontabile

GIUDIZIO: 9

Recensione: DON JON

Recensione del film Don Jon film di debutto di Jason Gordon-Levitt: sorprendente e provocante.

TITOLO ORIGINALE: Don Jon

NAZIONE: Usa

ANNO: 2013

REGISTA: Joseph Gordon-Levitt

INTERPRETI PRINCIPALI: Joseph Gordon-Levitt, Scarlett Johansson, Julianne Moore, Tony Danza, Rob Brown, Brie Larson, Italia Ricci

GENERE: Commedia, Drammatico

DURATA: 90 min. (1h e 30 min), colore

SINOSSI: John Martello Jr., per gli amici Don Jon, ha una vita routinaria divisa tra il suo appartamento, la famiglia, gli amici , le donne , la palestra ma sopratutto il porno. Fino a che non conosce una ragazza…

RECENSIONE: Questo film è sorprendente! Scava nei rapporti umani con intelligenza e sagacia. Analizza tutte le fasi della vita sentimentale di un uomo, da scapolo alla vita in coppia ed il tutto ruota intorno all’ossessione del porno del protagonista (divertente il confronto che viene fatto tra la finzione del porno e la realtà). Un affresco moderno e veritiero di come l’uomo gestisce i rapporti umani al giorno d’oggi, di come si sviluppa un rapporto di coppia e di come la passione per i porno può essere deleteria per la coppia. Ma viene trattato anche il tema “amore”, viene analizzato in modo maturo e non banale come si è abituati a vedere nei film. Tecnicamente la pellicola è strutturata bene: un montaggio serrato detta il ritmo della vita quotidiana del protagonista, le soggettive del laptop spiano il protagonista nei momenti più intimi, il gioco di luci sottolineano ed evidenziano dove la concentrazione dello spettatore si deve focalizzare. Insomma tutto molto ben studiato e gestito. Scarlett Johansson in questo film è spettacolare, una bellezza mozzafiato che fa “disconnetere” il protagonista (interpretato da Joseph Gordon-Levitt) da quello che più gli piace e dalle sue passioni, che comanda Jon con il potere del sesso. Capitolo a parte per Julienne Moore, che interpreta una donna con più esperienza e più cicatrici nell’anima: matura, spiazzante, interessante e sconvolgente. Attorialmente una spanna più in alto della Johansson, questo è sicuramente dettato anche dal proprio personaggio avendo più sfaccettature ed essendo molto più profondo (rispetto al personaggio della Johansson, più frivolo e superficiale).
Un eccellente prodotto se consideriamo che è la opera prima di Joseph Gordon-Levitt, che ha scritto, diretto e interpretato questo film. Un film divertente e serio nello stesso tempo. Un film che dà da pensare anche sul significato della parola “amore” seguendo stilemi contemporanei e per niente sdolcinati.

CURIOSITA’: in aggiornamento

CONSIGLI: Godetevi questo sorprendente film e se avete un ragazzo o una ragazza è un’occasione buona per riflettere sul vostro ruolo che avete in coppia, con il sorriso.

IN UNA PAROLA: Moderno

GIUDIZIO: 7 e mezzo

Recensione: MONUMENTS MEN

Recensione di Monuments Men, alla regia abbiamo un Clooney con poco smalto e tanta retorica trita e ritrita.

TITOLO ORIGINALE: The Monuments Men

NAZIONE: Usa, Germania

ANNO: 2014

REGISTA: George Clooney

INTERPRETI PRINCIPALI: George Clooney, Matt Damon, Bill Murray, John Goodman, Jean Dujardin, Bob Balaban, Hugh Bonneville, Cate Blanchett

GENERE: Drammatico, Guerra

DURATA: 118 min. (1 h. 58 min.)

SINOSSI: Seconda Guerra Mondiale. La Germania nazista sta prelevando tutte le opere d’arte più importanti di tutta Europa, verrà creata una squadra per recuperarle: i Monuments Men.

RECENSIONE: George Clooney ritorna dietro la macchina da presa e forte di un soggetto che si basa su fatti realmente accaduti sforna un prodotto mediocre.
Tecnicamente ben realizzato, tocca punti di drammaticità notevoli e sprizza,di quando in quando, di una genuina comicità. Il cast di prima classe (John Goodman, George Clooney, Cate Blanchet, Matt Damon e Bill Murray) e la produzione sicuramente creano una macchina potente per una buona promozione del film ma è possibile che il risultato di fatto sia un prodotto zoppicante.
Purtroppo, trattando il tema della Seconda Guerra Mondiale, si rischia di essere ridondanti e ripetitivi su alcuni temi. Lo spauracchio dello “già visto” sfortunatamente si presenta un paio di volte ma non è colpa del soggetto nè del reparto tecnico visto che la storia si basa su fatti reali e  l’Olocausto, la crudeltà delle SS e le città distrutte dei bombardamenti fanno parte di tutto questo. Ci si riferisce piuttosto alla struttura della sceneggiatura ed alcune scelte narrative che forse calzavano a pennello negli anni 80: il patriottismo esagerato, il machismo del “noi siamo i buoni loro i cattivi” e del “quanto vorrei uccidere un crucco”. Sicuramente coerente con gli avvenimenti dell’epoca ma si potevano evitare di sottolinearle così marcatamente.
A parte queste piccole stonature il film scorre piacevole ma non ha la carica magnetica che un film avventuroso dovrebbe avere. Gli manca un po’ di spinta. E’ come fare una cena in un ristorante pregiato dove il cibo è risultato mediocre e non si aspetta altro che la soddisfazione del dolce per essere un po’ ripagati (almeno moralmente), ma purtroppo questo dolce non arriverà mai.

CURIOSITA’: in aggiornamento

CONSIGLI: Apprezzabile la ricostruzione storica di questa parte di Seconda Guerra Mondiale che pochi conoscono ma guardatelo senza pretese.

IN UNA PAROLA: CosìCosì

GIUDIZIO: 6

Recensione: THE MILLIONAIRE

Recensione del film di Danny Boyle: The Millionaire. Film con una storia non molto originale ma tutta via intrigante dal retrogusto indiano.

TITOLO ORIGINALE: Slumdog Millionaire

NAZIONE: Regno Unito

ANNO: 2008

REGISTA: Danny Boyle, Loveleen Tandan

INTERPRETI PRINCIPALI: Dev Patel, Madhur Mittal, Anil Kapoor, Freida Pinto , Saurabh Shukla, Rajendranath Zutshi, Jeneva Talwar, Irrfan Khan, Rubina Ali, Ayush Manesh Khedekar, Azharuddin Ismail

GENERE: Drammatico, Sentimentale

DURATA: 120 min (2 h), colore

SINOSSI: Un ragazzo cresciuto nelle baraccopoli, sta partecipando al quiz televisivo “Chi vuol essere milionario?”. Sta per rispondere all’ultima e decisiva domanda, che potrebbe fargli vincere 20 milioni di rupie…

RECENSIONE: Danny Boyle (in collaborazione con la regista indiana Loveleen Tandan) propone una storia avvincente ben strutturata. L’idea di montaggio, che ad ogni domanda del quiz corrisponde ad un ricordo del protagonista, non è delle più innovative ma sicuramente è una delle più efficaci per poter raccontare questa storia di amore e amicizia. Il dramma del protagonista viene ben espresso e impressionato sulla pellicola, tanto che non manca l’occasione di pensare che quello che il protagonista ha passato nella sua giovinezza a Mumbai sono le stesse esperienze che molti bambini hanno o stanno passando. L’india è una splendida (a livello estetico) e complessa (a causa di criminalità e povertà) cornice per dare vita ad una storia sentimentale, tant’è che la storia d’amore spicca inevitabilmente tra i chiaro-scuri della vita. Ma pur essendo il nocciolo di tutto il film questa storia sentimentale non risulta essere mielosa e nauseante. Boyle riesce a fondere il suo stile con lo stile Bollywoodiano come se volesse rendere omaggio ad una delle industrie cinematografiche più grandi al mondo. 

CURIOSITA’:

  • Per simulare gli escrementi in cui cade Jamal è stato fatto un composto di burro di arachidi e cioccolata.
  • A.R. Rahman compose l’intera clonna sonora in solo 20 giorni.
  • Circa il 20% dei dialoghi del film sono in Hindi (sottotitolato)
  • In quasi tutte le scene in uncui è presente il persnaggio di Latika lei indossa qualcosa di giallo.
  • Lo sceneggiatore Simon Beaufy visitò l’India tre volte mentre lavorara alla sceneggiatura.
  • Questo film fu di fatto il primo film straniero a vincere l’Oscar come miglior film dopo L’ultimo imperatore. Entrambi i film non furono prodotti o supportati da major americane.

CONSIGLI: Film godibile che ti mette addosso la giusta curiosità per proseguire nella visione.

IN UNA PAROLA: Bollywoodeggiante.

GIUDIZIO: 7

Recensione: IL CACCIATORE

Recensione de Il cacciatore capolavoro di Cimino con un fantastico Robert De Nero

TITOLO ORIGINALE: The Deer Hunter

NAZIONE: Usa/Gran Bretagna

ANNO: 1978

REGISTA: Michael Cimino

INTERPRETI PRINCIPALI: Robert De Niro, Christopher Walken, Meryl Streep, John Savage, John Cazale, George Dzundza

GENERE: Drammatico, Guerra

DURATA: 183min (3h 3min)

SINOSSI: Un gruppo di amici festeggiano il matrimonio di Nick poco prima di partire per la guerra del Vietnam…

RECESIONE: Il film di Cimino ci proietta nella periferia industrializzata americana, con sapienza, ci fa vivere la vita di una piccola comunità di immigranti dell’est Europa (forse russi) con tutti i suoi ritmi e cicli. Il lait motiv di tutto il film sono proprio i cicli che scandiscono il tempo. Il ciclo del giorno (alba, giorno, notte e ancora alba) fa da contrappunto all’altro ciclo naturale della vita (il matrimonio, l’amicizia e la morte). I cicli sono scanditi dalla fotografia, dal montaggio, dalla bravura degli attori e dalla struttura vera e propria del film.
La prima parte è un lungo capitolo introduttivo (dei personaggi, del loro stile di vita, dei loro affetti dei loro conflitti). La seconda parte è concentrata nel Vietnam, dove si toccano i tempi di cameratismo, amicizia e solidarietà militaresca. Famosa la scena della roulette russa. La terza parte è il ritorno a casa dove l’alienazione e i traumi della guerra inaspriscono alcuni personaggi mentre altri ne escono più fragili e psicologicamente provati.
Un film di guerra al di là della guerra, dove la fragilità dell’uomo si scopre svelando nervi vivi, in cui la depressione e la disperazione di fronte alla morte è uno scoglio insormontabile.
Si vede, grazie all’interpretazione degli attori, che il passaggio della guerra nelle loro vite ha cambiato tutti gli equilibri che si erano instaurati. Un film toccante. Una perla della New Hollywood degli anni ’70.

CURIOSITA’:

  • Gli schiaffi nella scena della roulette russa sono veri. Questo ha aggiunto realismo e tensione alla scena
  • Michael Cimino ha convito Christopher Walken a sputare in faccia realmente Rober De Niro. robert non lo sapeva e la sua reazione allo sputo è vera. De Niro si offese talmente tanto che minaccio di lasciare il set.
  • Christopher Walken dimagrì così tanto perchè fece una dieta costituita solo di riso e banane.
  • La scena in cui savage urlava “Michael ci sono i topi qui!” è vera. Savage aveva fobia dei topi e in quella zona il fiume era infestato dei roditori. L’attore urlava al regista per tirarlo fuori dal fiume. La scena è stata tenuta nel film.
  • De Niro per prepararsi alla parte frequentò e lavoro tra veri operai siderurgici, l’hanno presentato come Bob e nessuno lo riconobbbe.
  • Robert De Niro ha affermato che questo è stato il film fisicamente più estenuante.
  • Meryl Streep ha improvvisato molte elle sue battute.
  • Tutte le scene sono state girate in esterni.
  • Il cast e la troupe hanno dormito sul pavimento del magazzino dove sono state girate le sequenze della roulette russa di Saigon.
  • Pierre Segui che interpreta Julien ha perso un amico nella vita reale a causa della roulette russa.
  • E’ l’ultimo film di John Cazale.
  • E’ il primo film che ha trattato il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam con riprese effettuate in Thailandia

CONSIGLI: Non per tutti i palati, solo per veri appassionati del genere.

IN UNA PAROLA: Struggente.

GIUDIZIO: 7 e mezzo

Recensione: LA VITA E’ BELLA

Recensione del film La vita è bella favola-capolavoro di Robero Benigni

TITOLO ORIGINALE: La vita è bella

NAZIONE: Italia

ANNO: 1997

REGISTA: Roberto Benigni

INTERPRETI PRINCIPALI: Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Giorgio Cantarini, Giustino Durano, Horst Buchholz, Amerigo Fontani, Raffaella Lebbroni, Sergio Bustric

GENERE: Commedia, Drammatico

DURATA: 122 min (2h e 2 min) versione originale, Colori

SINOSSI: Guido un giovane ebreo s’innamora di Dora ma la loro felicità viene minata dall’arrivo della Seconda Guerra Mondiale.

RECENSIONE:Questo è da considerare sicuramente il capolavoro di Benigni. Tra tutti i suoi lavori questo è sicuramente più riuscito tant’è che gli è valso l’Oscar al migliore film straniero. La sceneggiatura non presenta nessun tipo di novità nei stilemi dei film di Benigni: solita commedia degli equivoci, solita carica umoristica, solita presenza fisica (quella di Benigni) divertente. Diversa è l’ambientazione: vero colpo di genio del film. Inserire le caratteristiche begnignesche al’interno del contesto storico dell’Italia degli anni ’40, della seconda guerra mondiale e della deportazione degli ebrei è stata la marcia in più (a livello di sceneggiatura). La macchina da presa è in funzione alla scena e non fa altro che riprendere quello ce è stato scritto da una sceneggiatura geniale e poetica (scritta dallo stesso Benigni con il grande Vincenzo Cerami). I temi forti che vengono toccati dal film vengono trattate con delicatezza e spensierata e fantasia tanto da distorcere la cruda realtà e trasformarla in un gioco per gli occhi di un bambino. Questo film è cui classico esempio di “bugie a fin di bene”. Una nota di merito va alla colonna sonora di Piovani, sempre equilibrata ma struggente ed emozionante.

CURIOSITA’:

  • La moglie di Guido, Dora è interpretata da Nicoletta Braschi, moglie di Benigni nella vita reale.
  • E’ la seconda volta che un attore vince l’oscar come migliore attore in un film da lui diretto, la prima volt fu con Laurence Olivier per il film Amleto (1948).
  • E’ la seconda volta che l’Oscar al migliore attore viene vinto da un italiano. La prima volta è successo con Sofia Loren nel film La Ciociara.
  • Horst Buchholz si doppiò nella versione inglese e nella versione tedesca del film

CONSIGLI: Da vedere con gli occhi di un bimbo…

IN UNA PAROLA: Fantaloso

GIUDIZIO: 8 e mezzo

Recensione: BOBBY G. CAN’T SWIM

Recensione del film Bobby G. Can’t Swim storia di un piccolo spacciatore scritto e diretto da John-Luke Montias

TITOLO ORIGINALE: idem

NAZIONE: Usa

ANNO: 1999

REGISTA: John-Luke Montias

INTERPRETI PRINCIPALI:  John-Luke Montias, Susan Mitchell, Vincent Vega, Norman Middleton, Gilbert Glenn Brown, Paul Maged, Andrew Rein, Donna Sonkin

GENERE: Drammatico

DURATA: 89 min (1h e 29 min), Colori

SINOSSI: Bobby Grace è un piccolo spacciatore di droga che vive a Hell’s Kitchen, cerca in tutti i modi di migliorare la sua situazione fino a quando non si presenta l’occasione della vita.

RECENSIONE: Questo film scritto, diretto e interpretato da John-Luke Montias è crudo e un po’ naif. Crudo per la storia avvincente e a tratti angosciante. La pellicola è uno schietto e veritiero affresco della vita di strada tra prostitute e perdigiorno. Questo film ha anche un aspetto naif, quello tecnico. Riprese scarne e luce poco curata, forse è stata una scelta stilistica per dare quel senso di “poco costruito” ma purtroppo a tratti dà l’effetto opposto. La sceneggiatura perde qualche colpo nei dettagli ma la trama per alcuni aspetti incuriosisce e ci fa domandare: “Adesso che cosa farà Bobby?”. Insomma stimola la curiosità quel tanto che basta per non spegnere il televisore. Carino, intrigante ma nulla di memorabile.

CURIOSITA’: Il film ha vinto il premio della giuria al Florida Film Festival, il premio come miglior regia al AFI Fest e una menzione speciale al Festróia – Tróia International Film Festival.

CONSIGLI: Da vedere in sciallitudine.

IN UNA PAROLA: Inconsistente

GIUDIZIO: 5 e mezzo

Recensione: QUARTO POTERE

Recensione di Quarto Potere, fantastica opera prima del giovanissimo Orson Welles


TITOLO ORIGINALE: Citizen Kane

NAZIONE: Usa

ANNO: 1941

REGISTA: Orson Welles

INTERPRETI PRINCIPALI: Orson Welles, Dorothy Comingore, Joseph Cotten, Everett Sloane, Agnes Moorehead, Ray Collins
GENERE: Drammatico
DURATA: 119 min (1h59min), B/N
SINOSSI: Il film narra la vita del potente magnate della stampa Charles Foster Kane.
RECESIONE: Il film di fatto racconta la storia di un ricco magnate diviso tra successo, difficoltà, traumi e donne. Scritta così non si darebbe un soldo bucato ad una storia del genere, ma guardando il film ci si ricrede.
Il punto di forza di questo film non è la storia (il soggetto “velatamente” ispirato ad un vero magnate dell’editoria, tale William Randolph Hearst, diede parecchie grane alla RKO e a Welles stesso) ma per come viene raccontata. La sceneggiatura, per l’epoca, è moderna, e la scelta stilistica delle riprese era all’avanguardia.
Il famosissimo antefatto con il protagonista che muore pronunciando le sue ultime parole “Rosabella” sono ormai scolpite nella storia del cinema (tant’è che l’American Film Institute l’ha giudicato il miglior film americano di sempre). Anche l’inserimento di un cinegiornale che descrive oggettivamente la vita del protagonista è un colpo di genio. Il film dopo il cinegiornale cercherà di ricostruire la vita del protagonista intervistando persone vicine a Kane fino ad arrivare allo storico epilogo dove si snodano tutti i misteriosi nodi della trama. 
Questa, in linea di massima, è la struttura della sceneggiatura che, tramite flashback, da indizi e informazioni di cui lo spettatore ne fa uso per farsi una idea propria sul personaggio Kane.
L’altro aspetto importante del film è la regia, un compendio di cinematografia su cui studiare. Dettagli, campi lunghi, quadri strutturati e composti, ma sopratutto l’uso della profondità di campo: tutto questo è registicamente Quarto Potere. La macchina da presa viene posizionata dove altri registi dell’epoca non avrebbero mai pensato di posizionarla ma sopratutto Welles riesce a muovere la macchina da presa come nessuno avrebbe mai osato fare. Questo dà al film un taglio quasi sperimentale.
Insomma, in questo film è il come che fa la differenza. Welles è riuscito a dare al linguaggio del cinema un compito in più: raccontare allo spettatore tutto quello che non si “vede”. L’immagine fa parte della storia e non è in funzione alla storia. Questo è vero cinema.
CURIOSITA’: (Fonte: IMDb)
Qui trovate molte curiosità (in inglese).
CONSIGLI: Da seguire con attenzione con un blocco note e una penna, per prendere appunti di cinema.
IN UNA PAROLA: Magnificente.
GIUDIZIO 9

TAXI DRIVER

TITOLO ORIGINALE: Idem

NAZIONE: Usa

ANNO: 1976

REGISTA: Martin Scorsese

INTERPRETI PRINCIPALI: Robert De Niro, Jodie Foster, Harvey Keitel, Cybill Shepherd, Peter Boyle, Albert Brooks, Leonard Harris, Martin Scorsese

GENERE: Drammatico

DURATA: 113 minuti (1h 53 min), Colore

SINOSSI: Travis Binkle, reduce del Vietnam, a causa della sua insonnia decide di lavorare come tassista della sua città: New York. Questo lavoro gli permette di vedere personaggi strani mentre il suo malessere aumenta.

RECESIONE: Questo è uno dei capolavori dell’era della New Hollywood. Martin Scorsese ha diretto un film stupendo, Robert De Niro nella parte di Travis è straordinario. Il percorso del personaggio è ben sviluppato. L’infantilità mista alla sua difficoltà di socializzazione fanno di Travis un personaggio affascinante. La sua ingenuità e il suo senso di giustizia lo portano attraverso un percorso poco ortodosso per combattere i  problemi della città in cui vive. La sceneggiatura di Paul Schrader è sublime, dalla struttura della storia fino agli incisivi monologhi del personaggio, fanno di questo film un saggio del mondo underground metropolitano. La fotografia è magistrale e con la musica di Bernard Herrmann creano un’ amalgama inscindibile che porta lo spettatore nel mondo di Travis: solitario e cupo. La regia, dal punto di vista delle inquadrature, è poco audace e molto classica, salvo per un paio di scene (degna di nota è la ripresa con un’inquadratura a piombo in piano sequenza nella scena finale).
In questo film  appaiono una giovanissima Jodie Foster, un camaleontico Harvey Ketitel e una sensuale Cybill Shepherd.
Palma d’oro a Cannes come miglior film.

CURIOSITA’:

Per questo film tante case produttrici hanno preso in considerazione il film, una delle quali suggerì Neil Diamond come protagonista.

Robert De Niro lavoro dodici ore al giorno per un mese come tassista per prepararsi al ruolo di Travis.

La scena in cui Travis parla allo specchio è completamente improvvisata, sulla sceneggiatura c’era semplicemente scritto “Travis guarda nello specchio”.

Jodie Foster aveva 12 anni e non poteva fare scene esplicite. Connie Foster, sorella di Jodie 19enne, fece la sua controfigura.

Jeff Bridges fu considerato per la prte di Travis.

Paul Schrader ha scritto la sceneggiatura di “Taxi Driver” in cinque giorni. Mentre stava scrivendo, Paul aveva una pistola carica sul tavolo per motivarlo e ispirarlo.

CONSIGLI: Da gustare

IN UNA PAROLA: Alienante

GIUDIZIO: 8