Recensione: YATTAMAN – Il Film

Recensione del film Yattaman di Takeshi Miike


TITOLO ORIGINALE: ヤッターマン – Yatterman, The movie

NAZIONE: Giappone

ANNO: 2009

REGISTA: Takashi Miike

INTERPRETI PRINCIPALI: Sho Sakurai, Saki Fukuda, Kyōko Fukada, Kendô Kobayashi, Katsuhisa Namase, Sadao Abe, Anri Okamoto

GENERE: Commedia, Fantascienza

DURATA: 111 min ( 1h e 51 min), Colori

SINOSSI: Ganchan e Janet costruiscono straordinari robot ma quando il mondo è in pericolo diventano il duo degli Yattaman. I loro acerrimi nemici sono il trio Drombo, composto dalla bellissima e perfida Miss Doronjo, e dai suoi tirapiedi Boyakki e Tonzula. L’avventura inizia quando una giovane ragazza Shoko chiede aiuto agli Yattaman per ritrovare il padre…

RECESIONE: Trasposizione cinematografica del famoso anime Giapponese Yattaman, conosciuto in italia sopratutto negli anni 80.

Già l’inizo scoppietante fa presagire che il film sarà esplosivo, avvincente e divertente.
La pellicola si rivela una ben riuscita trasposizione dell’anime e fa rivivere le  stesse atmosfere, l’inserimento degli intermezzi cantati e ballati strappano qualche sorriso, ma quello che più è interessante è la continua citazione di altri cartoni animati giapponesi coevi a Yattaman (il più palese è L’Uomo Tigre). Si fa ironia anche sullo stesso sistema anime, senza criticare gli stilemi ma li enfatizza e li sottolinea. Gli effetti speciali in questo film la fanno da padrone, se si considera che è una trasposizione cinematografica di un cartone animato non si poteva fare altrimenti comunque sono godibili e sono ben dosati e funzionali alle scene (ovviamente si fa riferimento alle scene di combattimento tra i robot, molto avvincenti).
Il film è spassoso ma a tratti ridondante, si è voluto umanizzare troppo i personaggi mostrando i loro sentimenti (sopratutto il tema dell’amore).
Tecnicamente inecceppibile, inquadrature studiate e fotografate alla perfezione dando al film quel retrogusto di “classico cartone animato giapponese” con riprese a quadri fissi. Il doppiaggio, di solito tallone d’Achille dei film asiatici, inciampa un po’ durante le canzoni tradotte ma in alcuni casi ha reso più godurioso alcuni aspetti del film.
La sceneggiatura strutturata in maniera ripetitiva non fa altro che richiamare la struttura seriale dell’opera originale Time Bokan, quindi funzionale e coerente con la natura episodistica del cartone animato. Frizzante e coinvolgente, sicuramente i fan della serie Yattaman lo potranno considerare un capolavoro, ma per i non appassionati può apparire come un’accozzaglia di materiale demenziale cucito insieme.

CURIOSITA’:
– I personaggi Doronjo, Boyacky, and Tonzler hanno fatto la loro prima apparizione nel 1975 nella serie La macchina del Tempo
– Molte battute nel doppiaggio italiano sono state inserite e suggerite dal Newbokan (lo Yattaman fanclub italiano), questo ha contribuito a rendere il film più godibile e adatto per il mercato italiano.

CONSIGLI: Film consigliatissimo per i nostalgici anni 80 e affezionati all’anime. Non vi lasciate prendere dalla nostalgia.

IN UNA PAROLA: YATTAAAAAAAAAA!

GIUDIZIO: 6 mezzo