Recensione: MISERY NON DEVE MORIRE

Recensione del film Misery non deve morire tratto dal romanzo di Stephen King.



TITOLO ORIGINALE: Misery

NAZIONE: Usa

ANNO: 1990

REGISTA: Rob Reiner

INTERPRETI PRINCIPALI: James Caan, Kathy Bates, Richard Farnsworth, Frances Sternhagen, Lauren Bacall

GENERE: Thriller, Horror

DURATA: 107 minuti (1h 47min), Colore

SINOSSI: Paul Sheldon, famoso scrittore e creatore della collana di libri avente protagonista Misery, è vittima di un incidente stradale ma viene salvato da morte certa da una sua ammiratrice la quale lo cura in casa propria…

RECESIONE: Tratto dal best seller di Stephen King, “Misery non deve morire” è uno dei film thriller più inquietanti della storia del cinema. La regia e la fotografia sono da manuale e danno il meglio di sè nelle sequenze ambientate nella casa di Annie Wilkes (carrellate spinte e funzionali nonostante siano limitate in una stanza, zoomate piene di pathos e punti di vista che esaltano i personaggi).
James Caan è molto bravo nell’interpretare il freddo scrittore di successo. Si percepisce uno studio sul personaggio dall’evoluzione delle sue emozioni. Sembra che questo personaggio distaccato mostri emozioni solo in presenza di forte stress, molto bravo Caan a nascondere, con l’espressioni del volto, una paura palpabile celata da una finta sicurezza; in più occasioni la cultura e l’intelligenza del personaggio lo salvano da situazioni pericolose.
Un capitolo a parte va a Kathy Bates perchè, si può dire senza mezzi termini, che la sua interpretazione vale tutto il film. Grazie a questa pellicola l’attrice vinse l’oscar come migliore attrice. Questo personaggio co-protagonista è vivo, rappresentato e interpretato con accuratezza dai vestiti al trucco, dai modi di fare al modo di comunicare. Annie Wilkes una disturbata infermiera di provincia suscita nello spettatore più terrore di qualsiasi altro killer cinematografico. L’amore morboso per Misery e del suo autore, Paul Sheldon (James Caan), fanno di Annie (Kathy Bates) un personaggio complesso, sfaccettato e sorprendente perchè l’interpretazione del personaggio è così pregna di vitalità che non può non essere apprezzata. Kathy Bates riesce a dosare con grande cura e maestria gli umori del suo personaggio (dall’infantile entusiasmo alla più inquietante follia, dalla violenza alla depressione più profonda) tanto da incutere timore nello spettatore solo con le espressioni del suo viso. Questa interpretazione è un classico esempio di come un attore può usare i suoi muscoli facciali per creare una maschera senza tanto uso di trucco e silicone (inquietanti i primi piani dedicateli in alcune sequenze).
Un film quasi teatrale, per la quantità degli interpreti e delle location utilizzate, ma che fa restare sempre in costante tensione.

CURIOSITA’:

  • Una delle prime macchine da scrivere di Stephen King aveva la “n” che non funzionava, proprio come quella di James Caan nel film
  • Offrifono la parte di Paul Sheldon a Jack Nicholson ma rifiutò perché non era sicuro di voler fare un altro film basato su di un romanzo di Stephen King dopo la sua esperienza con Shining di Stanley Kubrick
  • Stephen King fu talmente impressionato dall’interpretazione di Kathy Bates che più tardi le scrisse due ruoli pensando a lei.
  • Kathy Bates fu la prima donna a vincere l’Oscar di Migliore Attrice per un film horror/thriller.

CONSIGLI: Da vedere al buio, senza bibitone e senza pop corn… il rischio è che vi vada di traverso tutto dallo spavento.

IN UNA PAROLA: Horrori-Fico

GIUDIZIO: 7