Recensione: DON JON

Recensione del film Don Jon film di debutto di Jason Gordon-Levitt: sorprendente e provocante.

TITOLO ORIGINALE: Don Jon

NAZIONE: Usa

ANNO: 2013

REGISTA: Joseph Gordon-Levitt

INTERPRETI PRINCIPALI: Joseph Gordon-Levitt, Scarlett Johansson, Julianne Moore, Tony Danza, Rob Brown, Brie Larson, Italia Ricci

GENERE: Commedia, Drammatico

DURATA: 90 min. (1h e 30 min), colore

SINOSSI: John Martello Jr., per gli amici Don Jon, ha una vita routinaria divisa tra il suo appartamento, la famiglia, gli amici , le donne , la palestra ma sopratutto il porno. Fino a che non conosce una ragazza…

RECENSIONE: Questo film è sorprendente! Scava nei rapporti umani con intelligenza e sagacia. Analizza tutte le fasi della vita sentimentale di un uomo, da scapolo alla vita in coppia ed il tutto ruota intorno all’ossessione del porno del protagonista (divertente il confronto che viene fatto tra la finzione del porno e la realtà). Un affresco moderno e veritiero di come l’uomo gestisce i rapporti umani al giorno d’oggi, di come si sviluppa un rapporto di coppia e di come la passione per i porno può essere deleteria per la coppia. Ma viene trattato anche il tema “amore”, viene analizzato in modo maturo e non banale come si è abituati a vedere nei film. Tecnicamente la pellicola è strutturata bene: un montaggio serrato detta il ritmo della vita quotidiana del protagonista, le soggettive del laptop spiano il protagonista nei momenti più intimi, il gioco di luci sottolineano ed evidenziano dove la concentrazione dello spettatore si deve focalizzare. Insomma tutto molto ben studiato e gestito. Scarlett Johansson in questo film è spettacolare, una bellezza mozzafiato che fa “disconnetere” il protagonista (interpretato da Joseph Gordon-Levitt) da quello che più gli piace e dalle sue passioni, che comanda Jon con il potere del sesso. Capitolo a parte per Julienne Moore, che interpreta una donna con più esperienza e più cicatrici nell’anima: matura, spiazzante, interessante e sconvolgente. Attorialmente una spanna più in alto della Johansson, questo è sicuramente dettato anche dal proprio personaggio avendo più sfaccettature ed essendo molto più profondo (rispetto al personaggio della Johansson, più frivolo e superficiale).
Un eccellente prodotto se consideriamo che è la opera prima di Joseph Gordon-Levitt, che ha scritto, diretto e interpretato questo film. Un film divertente e serio nello stesso tempo. Un film che dà da pensare anche sul significato della parola “amore” seguendo stilemi contemporanei e per niente sdolcinati.

CURIOSITA’: in aggiornamento

CONSIGLI: Godetevi questo sorprendente film e se avete un ragazzo o una ragazza è un’occasione buona per riflettere sul vostro ruolo che avete in coppia, con il sorriso.

IN UNA PAROLA: Moderno

GIUDIZIO: 7 e mezzo

Recensione: BENVENUTO PRESIDENTE!

Recensione del film di Riccardo Milani Benvenuto Presidente! pellicola grottesca, divertente e con propositi critici verso tutti gli italiani. 

TITOLO ORIGINALE: Benvenuto Presidente!
NAZIONE: Italia
ANNO: 2013, colore
REGISTA: Riccardo Milani
INTERPRETI PRINCIPALI: Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Giuseppe Fiorello, Omero Antonutti, Remo Girone, Massimo Popolizio, Michele Alhaique, Cesare Bocci
GENERE: Commedia, Grottesco
DURATA: 100 min ( 1h 40 min.)
SINOSSI: In una Italia politicamente in crisi per un accordo non raggiunto tra le correnti politiche viene eletto come Presidente della Repubblica Giuseppe Garibaldi…
RECENSIONE: Finalmente il cinema italiano ha sfornato un lavoro decente e di impatto. Questo è un film dove la denuncia sui problemi istituzionali dell’Italia e la risata vanno a braccetto, il tutto condito con della sana ironia grottesca. Un film onesto e genuino, nella forma molto istituzionale ma critico nei contenuti. Con la sua chiave satirica, questa pellicola, richiama inevitabilmente alla realtà: il marcio nelle istituzioni, il dilagare della corruzione e l’accidiosa impotenza del cittadino sempre pronto e attivo a partecipare a tutto quello che succede ma solo davanti alla televisione e con un piatto di spaghetti fumante sotto il naso. La storia inevitabilmente sfocia con la classica storia d’amore che rallenta un poco il corso della storia ma che dà ulteriori spunti grotteschi (in questa caso nei rapporti d’amore). Presenti anche i Servizi segreti deviati che goffamente, in perfetta coerenza narrativa, tentano di fare il loro sporco lavoro infangando il nuovo Presidente non riuscendoci. Questo è un chiaro riferimento ai poteri subdoli che hanno governato il Paese nell’anonimato negli anni 60-70. Il film tocca momenti di ilarità “intellettualoide” come la scena dove la Smutniak canta “Comandante Che Guevara” in presenza di politici e diplomatici esteri. Questo può colorare la pellicola di “rosso”, ma a differenza di altri registi dichiaratamente di fede comunista (vedi Bertolucci), Milani ci va cauto presentando il film come una caricatura amara di un Paese che è di fronte non solo ad una crisi economica e sociale ma anche a una crisi morale. Difatti la pellicola lascia pensare lo spettatore con una domanda che si può riassumere così:“Tu cosa fai per il Paese?”. Tutti abbiamo degli “scheletri nell’armadio”, chi più chi meno, e per iniziare a cambiare il Paese si inizia partendo dal basso. Un buon film con contenuti nobili, a volte purtroppo banalizzati, dove la decisione di dare un tocco grottesco alla forma fa spiccare e rende più forte il messaggio del film.
CURIOSITA’:
  • Compaiono in un cameo, accreditati come “I Poteri Forti”, Lina Wertmüller, Pupi Avati, Gianni Rondolino e Steve Della Casa.
  • Helga Cossu e Roberto Tallei interpretano loro stessi, sono infatti realmente giornalisti di Sky TG 24
  • Le scene ambientate a Montecitorio sono realmente state girate lì, durante le festività natalizie quando i lavori parlamentari erano in pausa.
CONSIGLI: Da vedere quando si è un po’ giù. Risate garantite!
IN UNA PAROLA: IstituzioGeniale

GIUDIZIO: 7

Recensione: (S)EX LIST – PRIMA DI TE

Recensione della commedia romantica (S)ex List – Prima di te ennesimo tentativo di far divertire sui problemi di cuore.

TITOLO ORIGINALE: What’s Your Number?

NAZIONE:  Usa

ANNO: 2011

REGISTA: Mark Mylod

INTERPRETI PRINCIPALI: Anna Faris, Chris Evans, Ari Graynor, Blythe Danner, Mike Vogel, Dave Annable, Zachary Quinto, Chris Pratt, Martin Freeman, Joel McHale, Andy Samberg, Anthony Mackie, Oliver Jackson-Cohen, Thomas Lennon, Eliza Coupe, Ed Begley Jr., Ivana Milicevic

GENERE: Commedia

DURATA: 106 min. (1h 46min)

SINOSSI: Ally Darling legge su una rivista i risultati di un inchiesta che afferma che una donna americana in media nella vita va a letto con 10 uomini e mezzo. Lei è già a quota 19 quindi decide che il 20 sarà il ragazzo che sposerà.

RECENSIONE: Commedia americana divertente con i classici toni romantici che non la differenziano da molte altre pellicole. Tratto dal romanzo di Karyn Bosnak Tutte le volte di D. il film scorre piacevolmente con spunti comici brillanti solo in alcuni punti. Tecnicamente girato come si deve con solo qualche sprazzo stilistico rilevante ma nessuno degno di nota.
Anna Faris sembra irriconoscibile se si ha in mente la protagonista mora della serie Scary Movie, siamo già abituati al capello biondo ma sembra che qualcosa abbia cambiato i suoi connotati. E’ vero, è passato del tempo dai tempi delle sue pellicole demenziali ma sembra aver perso qui un po’ di quello smalto comico che la contraddistingueva. Chris Evan, invece, nel ruolo del musicista single sembra a proprio agio al di fuori anche di pellicole come I Fantastici 4 e Capitan America. Anche qui la sua prestanza fisica aiuta l’attore ma solo a mantenere la “maschera” del Don Giovanni in attesa dell’ “amore vero”.
Brillante l’inizio ma sciapo alla fine, questo film accusa il difetto delle pellicole di genere: si sa già come va a finire.

CURIOSITA’:

  • Aziz Ansari fa un cameo vocale alla fine del film sulla segreteria telefonica di Anna.
  • L’attore Chris Pratt (Donald nel film) è effettivamente sposato con Anna Faris

CONSIGLI: Da vedere in una serata tranquilla mangiando un kebab e bevendo birra.

IN UNA PAROLA: Simpatico

GIUDIZIO: 6

Recensione: LA VITA E’ BELLA

Recensione del film La vita è bella favola-capolavoro di Robero Benigni

TITOLO ORIGINALE: La vita è bella

NAZIONE: Italia

ANNO: 1997

REGISTA: Roberto Benigni

INTERPRETI PRINCIPALI: Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Giorgio Cantarini, Giustino Durano, Horst Buchholz, Amerigo Fontani, Raffaella Lebbroni, Sergio Bustric

GENERE: Commedia, Drammatico

DURATA: 122 min (2h e 2 min) versione originale, Colori

SINOSSI: Guido un giovane ebreo s’innamora di Dora ma la loro felicità viene minata dall’arrivo della Seconda Guerra Mondiale.

RECENSIONE:Questo è da considerare sicuramente il capolavoro di Benigni. Tra tutti i suoi lavori questo è sicuramente più riuscito tant’è che gli è valso l’Oscar al migliore film straniero. La sceneggiatura non presenta nessun tipo di novità nei stilemi dei film di Benigni: solita commedia degli equivoci, solita carica umoristica, solita presenza fisica (quella di Benigni) divertente. Diversa è l’ambientazione: vero colpo di genio del film. Inserire le caratteristiche begnignesche al’interno del contesto storico dell’Italia degli anni ’40, della seconda guerra mondiale e della deportazione degli ebrei è stata la marcia in più (a livello di sceneggiatura). La macchina da presa è in funzione alla scena e non fa altro che riprendere quello ce è stato scritto da una sceneggiatura geniale e poetica (scritta dallo stesso Benigni con il grande Vincenzo Cerami). I temi forti che vengono toccati dal film vengono trattate con delicatezza e spensierata e fantasia tanto da distorcere la cruda realtà e trasformarla in un gioco per gli occhi di un bambino. Questo film è cui classico esempio di “bugie a fin di bene”. Una nota di merito va alla colonna sonora di Piovani, sempre equilibrata ma struggente ed emozionante.

CURIOSITA’:

  • La moglie di Guido, Dora è interpretata da Nicoletta Braschi, moglie di Benigni nella vita reale.
  • E’ la seconda volta che un attore vince l’oscar come migliore attore in un film da lui diretto, la prima volt fu con Laurence Olivier per il film Amleto (1948).
  • E’ la seconda volta che l’Oscar al migliore attore viene vinto da un italiano. La prima volta è successo con Sofia Loren nel film La Ciociara.
  • Horst Buchholz si doppiò nella versione inglese e nella versione tedesca del film

CONSIGLI: Da vedere con gli occhi di un bimbo…

IN UNA PAROLA: Fantaloso

GIUDIZIO: 8 e mezzo

Recensione: YATTAMAN – Il Film

Recensione del film Yattaman di Takeshi Miike


TITOLO ORIGINALE: ヤッターマン – Yatterman, The movie

NAZIONE: Giappone

ANNO: 2009

REGISTA: Takashi Miike

INTERPRETI PRINCIPALI: Sho Sakurai, Saki Fukuda, Kyōko Fukada, Kendô Kobayashi, Katsuhisa Namase, Sadao Abe, Anri Okamoto

GENERE: Commedia, Fantascienza

DURATA: 111 min ( 1h e 51 min), Colori

SINOSSI: Ganchan e Janet costruiscono straordinari robot ma quando il mondo è in pericolo diventano il duo degli Yattaman. I loro acerrimi nemici sono il trio Drombo, composto dalla bellissima e perfida Miss Doronjo, e dai suoi tirapiedi Boyakki e Tonzula. L’avventura inizia quando una giovane ragazza Shoko chiede aiuto agli Yattaman per ritrovare il padre…

RECESIONE: Trasposizione cinematografica del famoso anime Giapponese Yattaman, conosciuto in italia sopratutto negli anni 80.

Già l’inizo scoppietante fa presagire che il film sarà esplosivo, avvincente e divertente.
La pellicola si rivela una ben riuscita trasposizione dell’anime e fa rivivere le  stesse atmosfere, l’inserimento degli intermezzi cantati e ballati strappano qualche sorriso, ma quello che più è interessante è la continua citazione di altri cartoni animati giapponesi coevi a Yattaman (il più palese è L’Uomo Tigre). Si fa ironia anche sullo stesso sistema anime, senza criticare gli stilemi ma li enfatizza e li sottolinea. Gli effetti speciali in questo film la fanno da padrone, se si considera che è una trasposizione cinematografica di un cartone animato non si poteva fare altrimenti comunque sono godibili e sono ben dosati e funzionali alle scene (ovviamente si fa riferimento alle scene di combattimento tra i robot, molto avvincenti).
Il film è spassoso ma a tratti ridondante, si è voluto umanizzare troppo i personaggi mostrando i loro sentimenti (sopratutto il tema dell’amore).
Tecnicamente inecceppibile, inquadrature studiate e fotografate alla perfezione dando al film quel retrogusto di “classico cartone animato giapponese” con riprese a quadri fissi. Il doppiaggio, di solito tallone d’Achille dei film asiatici, inciampa un po’ durante le canzoni tradotte ma in alcuni casi ha reso più godurioso alcuni aspetti del film.
La sceneggiatura strutturata in maniera ripetitiva non fa altro che richiamare la struttura seriale dell’opera originale Time Bokan, quindi funzionale e coerente con la natura episodistica del cartone animato. Frizzante e coinvolgente, sicuramente i fan della serie Yattaman lo potranno considerare un capolavoro, ma per i non appassionati può apparire come un’accozzaglia di materiale demenziale cucito insieme.

CURIOSITA’:
– I personaggi Doronjo, Boyacky, and Tonzler hanno fatto la loro prima apparizione nel 1975 nella serie La macchina del Tempo
– Molte battute nel doppiaggio italiano sono state inserite e suggerite dal Newbokan (lo Yattaman fanclub italiano), questo ha contribuito a rendere il film più godibile e adatto per il mercato italiano.

CONSIGLI: Film consigliatissimo per i nostalgici anni 80 e affezionati all’anime. Non vi lasciate prendere dalla nostalgia.

IN UNA PAROLA: YATTAAAAAAAAAA!

GIUDIZIO: 6 mezzo

UP

TITOLO ORIGINALE: idem

NAZIONE: Usa

ANNO: 2009

REGISTA: Peter Docter

INTERPRETI PRINCIPALI: Edward Asner, Jordan Nagai, Christopher Plummer, Bob Peterson, Delroy Lindo, Jérôme Ranft, Josh Cooley, Pete Docter

GENERE: Commedia, Fantastico, Avventura

DURATA: 96 min (1h, 36 min), colore

SINOSSI: Il piccolo Carl incontra Ellie, una bambina che diventerà sua moglie. Insieme hanno il sogno di fare un viaggio avventuroso…

RECENSIONE: Vincitore nel 2010 del premio Oscar come miglior film d’animazione, il decimo film prodotto dall’accoppiata Disney-Pixar è veramente un capolavoro. La sequenza della storia d’amore tra Carl e Ellie è cinema puro: solo qualche quadro, semplice e schematico, che scandisce il tempo che passa, nessun dialogo solo un pregevole commento musicale che descrive in melodia gli stati d’animo del protagonista. (Premio Oscar come migliore colonna sonora 2010)
I temi toccati da questo film sono il vero amore, la vecchiaia, l’abbandono, la solitudine ma anche l’importanza degli amici, la lealtà e la fedeltà. Una favola fantastica e visivamente spettacolare, memorabile la scena della casa di Carl che prende il volo con migliaia di palloncini. Un film dal forte impatto visivo anche per la scelta dell’inquadrature a volte abbastanza ricercate altre volutamente piatte (stile sitcom) forse per poter esaltare l’effetto del 3D di cui hanno goduto gli spettatori al cinema. Ma a parte questa scelta, presumibilmente di carattere tecnico, anche le inquadrature a figura intera danno un senso “sicurezza” visiva tanto da goderne (inconsciamente) la spettacolarità dei bellissimi fondali. Film con tratti comici sempre presenti grazie anche al personaggio di Russell, un piccolo boy scout che si trova, suo malgrado, coinvolto nell’avventura di Carl. Il costante contrasto tra Carl e Russell produce gag esilaranti e situazioni comiche veramente gustose complice anche la ingenuità dello stesso Russell.
Gustoso, divertente, avventuroso e il capitolo amoroso è stato ben studiato dagli sceneggiatori rendendolo dolce quanto basta, senza esagerare e senza nel melenso. (Aspetto che di solito appesantisce il film).
Una sceneggiatura geniale (sopratutto all’inizio) e semplice (con una struttura a tappe che ricorda più un film a episodi). Questo dimostra che il più delle volte la semplicità e la fantasia insieme possono dare film che possono diventare subito dei classici.

CURIOSITA’:

  • Primo film prodotto della Pixar in 3D.
  • Primo film della Pixar da “Alla ricerca di Nemo” a non essere presentato nel formato 2.35:1
  • Primo film d’animazione e primo film in 3D ad aprire il Festival di Cannes. Quando il film finì il pubblico rimase completamente in silenzio. Secondo la testimonianza di John Lasseter fu Tilda Switon che ruppe il silenzio e incoraggiò tutti ad una standing ovation.
  • Il leggendario cantante Charles Aznavour dà la voce a Carl nella versione francese, mentre in quella italiana è il grande attore Giancarlo Giannini.
  • Come tradizione Pixar, John Ratzenberger, offre ancora la sua voce a uno dei personaggi del film facendo di lui l’unico attore ad aver “recitato” in tutti i film Pixar.
  • Il personaggio di Carl è stato creato miscelando Spencer Tracy e Walter Matthau.
  • Il titolo in codice durante la produzione del film fu “Helium”
  • Quando il giovane Charles Muntz parla al pubblico per presentare l’animale vivo, tutti indossano il cappello ma si tratta di una vero e proprio mare di cappelli. Non ci sono pesone sotto i cappelli.
  • E’ il secondo maggiore successo commerciale dopo “alla ricerca di Nemo”

CONSIGLI: Da vedere con un parente o con tutta la famiglia.

IN UNA PAROLA: Fantastico

GIUDIZIO: 9

PULP FICTION

TITOLO ORIGINALE: Idem

NAZIONE: Usa

ANNO: 1994

REGIA: Quentin Tarantino

INTERPRETI PRINCIPALI: John Travolta, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Amanda Plummer, Bruce Willis, Ving Rhames, Uma Thurman, Harvey Keitel, Christopher Walken, Eric Stoltz, Rosanna Arquette, Quentin Tarantino, Maria de Medeiros, Peter Greene

GENERE: Thriller, Commedia, Azione, Drammatico

DURATA: 154min (2h 34min), Colore

PRODUZIONE: A Band Apart, Jersey Films, Miramax Films

DISTRIBUZIONE: Cecchi Gori Group (Italia)

SINOSSI: Una coppia discute se è meglio rapinare nel ristorante dove mangiano o meno. Due killer devono compiere una missione ma avranno un intoppo. Un pugile, reo di non avere rispettato i patti con un malvivente per truccare il suo incontro, è braccato da dei sicari. Queste tre storie si intrecciano e creano un’ unica storia ambientata nel underground malavitoso di Los Angeles.

RECENZIONE: Film vincitore all’Oscar per la sceneggiatura. Il film parte in quarta e subito si avverte che la sua potenza sono i dialoghi. Le conversazioni dei personaggi malavitosi sono di una straordinaria semplicità: killer che discutono sulle piccole differenze tra Europa e Usa, rapinatori che disquisiscono su che locali è meglio rapinare oppure i diversi punti di vista sui massaggi ai piedi. In alcuni punti questi testi hanno picchi di filosofia pura, tutto condito con crudezza e violenza. La storia ha uno sviluppo irregolare. Flashback e flashfoward sono di casa, dato che fanno parte dello stile di Tarantino. Lo spettatore deve fare un minimo sforzo mentale per ricomporre i pezzi, ma questa operazione non è complicata anzi è funzionale per capire gradualmente che tipo di rapporto hanno i personaggi tra loro. Lo stile registico è prettamente Tarantiniano: in questo film si consolidano i marchi stilistici del regista come la ripresa dal  bagagliaio oppure i dettagli feticisti dei piedi della protagonista. E’ presente anche il citazionismo tarantiniano ma non è così evidente come in “Bastardi senza gloria“. Il cast di questo film è formidabile! Travolta e Jackson sono una coppia di sicari ironicamente esplosiva e nelo stesso tempo violentemente spietati; Willis in un certo senso è ancora duro a morire; la Thurman è una cocainomane intrigante e sensuale e Roth un rapinatore maldestro un pò fifone. Questi sono gli ingredieti che fanno parte di Pulp Fiction un film che scardina tutti gli schemi classici del cinema in tutti i campi: dalla narrazione allo stile, dalla messa in scena ai personaggi. Un film mitico come la colonna sonora che Tarantino sceglie personalmente, come in tutti i suoi film.

CURIOSITA’ (in aggiornamento)

CONSIGLI: Da vedere.

IN UNA PAROLA: Spiazzante

GIUDIZIO: 9

CHE BELLA GIORNATA

TITOLO ORIGINALE: Idem

NAZIONE: Italia

ANNO: 2011

REGISTA: Gennaro Nunziante

INTERPRETI PRINCIPALI: Checco Zalone, Nabiha Akkari, Rocco Papaleo, Tullio Solenghi, Annarita del Piano, Ivano Marescotti, Michele Alhaique, Mehdi Mahdloo, Luigi Luciano, Anna Bellato, Bruno Cesare Armando

GENERE: Commedia

DURATA: 97 min (1h 37min), colore

PRODUZIONE: Medusa Film

DISTRIBUZIONE: Medusa

SINOSSI: Checco, addetto alla sicurezza del Duomo di Milano, conosce Farah una giovane ragazza mussulmana. Tra i due nasce del tenero, ma Farah ha un secondo fine segreto.

RECESIONE: Secondo film della coppia Medici-Nunziante (rispettivamente Checco Zalone e il regista del film). La commedia ha una storia che tratta temi attualissimi come il terrorismo islamico, l’integrazione, il lavoro raccomandato senza trascurare i cari piccoli difetti nazionali. Ma pur trattando temi dove attinge anche la più bassa commedia italiana degli ultimi tempi, questo film conserva (o ripropone?) una risata ingenua, innocente e liberatoria. La storia non si relega al solo genere comico, ma è condita leggermente con un pò di tensione, che però non prende il soppravento ma dona solo un velo di mistero alle vicissitudini di Checco. Il resto è pura comicità, forse un pò naif, ma certo più divertente di altre pellicole di genere. Il film non spicca per un uso di tecniche di direzione cinematografica particolari (fatta eccezione per un paio di inquadrature veramente interessanti e poco presenti in questo genere di film). Ovviamente la storia e le situazioni sono cucite sul personaggio di Checco Zalone che dà il meglio di sè sia per fisicità (mimica e camminata) che per comunicazione (un’esilarante dislessia). Il film non diverte solo ma fa riflettere sui difetti dell’italiano medio. Anche la storia d’amore non sfocia mai nel melenso ma è a servizio della commedia. Esilaranti sono le situazioni surreali che si vengono a generare per il confronto/scontro di culture diverse, quali la nostra cultura  italo-cattolica e quella islamica. Il film si fa piacere e diverte fino alla fine. La parabola del film si conclude con un finale, spensierato, genuino e positivo, che s’addice ad una commedia di questo stampo che non delude lo spettatore e lo gratifica.

CURIOSITA’: Caparezza fa uno spassosissimo cameo nel suolo di se stesso.
CONSIGLI: Da vedere a cuor leggero, risate genuine garantite con sprazzi di riflessione.

IN UNA PAROLA: Spassoso

GIUDIZIO: 7

UNA NOTTE DA LEONI

TITOLO ORIGINALE: Hangover

NAZIONE: Usa

ANNO: 2009

REGISTA: Todd Phillips

INTERPRETI PRINCIPALI: Bradley Cooper, Zach Galifianakis, Ed Helms, Justin Bartha, Heather Graham, Jeffrey Tambor, Sasha Barrese, Rachael Harris, Ken Jeong, Mike Epps, Mike Tyson

GENERE: Commedia

DURATA: 100 min (1h 40 min), Colore

SINOSSI: Doug si sta per sposare. I suoi amici organizzano un addio al celibato a Las Vegas, un brindisi sul tetto dell’hotel che gli ospita scatenerà conseguenze a dir poco esilaranti.

RECESIONE: Questa commedia esplosiva è stata affidata a Todd Philips lo stesso regista di Starsky & Huch, il noto film basato sulla serie televisiva, la cui regia è al vetriolo. Attori ben guidati, situazioni surreali gestite con equilibrio e anche scene di azione esilaranti sono gli ingredienti (o le caratteristiche) di questo film. Lo spettatore all’inizio crede di guardare la solita commedia americana ma poi è spinto a gardare la pellicola fino alla fine motivato da una morbosa curiosità. Più la storia va avanti e più nodi vengono sciolti per fare luce sul grande mistero di questo film: “Che fine ha fatto Doug (lo sposo)?”. I personaggi sono uno più bello dell’altro, decisamente sopra le righe il personaggio di Alan (interpretato da un fantastico Zach Galifianakis). Anche i personaggi di contorno come il cameo di Mike Tyson sono ben inseriti nella storia. La sceneggiatura è stagna, non fa una piega ed è bene strutturata: intervalla scene di spassoso divertimento con situazioni di ingenua curiosità. Il film è tutto da ridere dall’inizio alla fine.

CURIOSITA’: È stato annunciato un sequel con tutti i protagonisti del primo film, diretto dallo stesso regista. Il film, salvo cambiamenti, uscirà nelle sale il 27 maggio 2011 e verrà probabilmente girato in 3D, divenendo la prima commedia della storia a sfruttare la tecnica stereoscopica. (Fonte: Wikipedia)

– sezione in aggiornamento –

CONSIGLI: Da vedere in compagnia di amici.

IN UNA PAROLA: Esilarante.

GIUDIZIO: 7 e mezzo

Recensione: SNATCH – LO STRAPPO

Recensione di Snatch – Lo strappo di Guy Ritchie una divertente storia di criminali

TITOLO ORIGINALE: Snatch

NAZIONE: Gran Bretagna/Usa

ANNO: 2000

REGISTA: Guy Ritchie
INTERPRETI PRINCIPALI: Jason Statham, Benicio del Toro, Dennis Farina, Vinnie Jones, Brad Pitt, Rade Šerbedžija, Mike Reid

GENERE: Commedia, Azione

DURATA: 104 min (1h44min), Colori

SINOSSI: Dei rapinatori portano a segno un colpo enorme e nel malloppo c’è un diamante di 86 carati che fa gola a tutti. Malavitosi, mafiosi, zingari e killer saranno tutti coinvolti in una ricerca spasmodica della pietra lasciando dietro di loro un’inevitabile ma divertente scia di sangue e violenza.

RECENSIONE: Ritmo, azione e ironia: questa è l’essenza di questo film. Grande prova registica di Guy Ritchie che con un cast di tutto rispetto (Brad Pitt in primis) riesce a realizzare un film eccentrico e appassionante. La trama sembra banale, ma è realizzata e girata per non annoiare lo spettatore, anzi. E’ una gangster story sgangherata dove i “pesci piccoli” cercano di mangiare i “pesci grossi”, dove dei miserrimi delinquenti di quartiere s’improvvisano navigati criminali della malavita. Il taglio e lo stile sono molto vicini ad una graphic novel, i personaggi sono banali stereotipi di criminalità, ma messi in scena così bene che acquistano di originalità. Un film dove grandi nomi (come Benicio del Toro e Brad Pitt) sono al servizio ad attori meno noti al tempo (come Statham). La sceneggiatura, dello stesso Ritchie, è forte, calibrata e veloce. Non c’è pericolo di annoiarsi, perfino le scene più drammatiche non risultano sdolcinate e melense. Il film è crudo e la cinicità spesso sfocia in una forte ironia. L’ironia nera, con un retrogusto sadico, di alcune scene non può essere che apprezzata dallo spettatore. Lo stile registico è particolare: sfocature, inquadrature sghemba, ribaldate e rovesciate, rallenty e accelerazioni si contrappuntano a quadri di straordinaria fattura registica e di fotografia. Il serrato montaggio fa si che la pellicola risulti tesa e scattante e la scelta di una struttura tarantiniana, per alcuni aspetti (si veda la scena del triplo incidente stradale), esaltano la storia e il film stesso senza tralasciare quel leggero filo narrativo che ricorda le classiche commedie degli equivoci. Anche la musica è coinvolgente e ben usata anche per contrasto (si noti la canzone “Lucky Star” di Madonna durante una delle scene più cruenti). Questa storia di ordinaria criminalità è un intreccio di altre storie più grandi, o più piccole, tanto che quello che sembrava una matassa informe e annodata piano piano si srotola regalando soddisfazioni degne. I bravi attori e la bella regia di questa pellicola sono al servizio dell’intrattenimento puro, quello che ti distrae e ti diverte ma con qualità.
CURIOSITA’: (fonte IMDb)
 – Guy Ritchie ha inventato il personaggio di Micky lo zingaro perchè sembra che Brad Pitt non era in grado di recitare con l’accento londinese.
– Durante la scena della rapina alla ricevitoria Lennie James nel fare il buco nella parete col fucile si fece male veramente. Questa ripresa è stata usata nella versione finale del film.
– Guy Ritchie ha pagato 1 milione di Dollari americani per poter inserire nel film la canzone “Lucky Star” di Madonna.
– Gli errori che Sol, Tyrone e Vincent sono ispirati a veri episodi di criminalità goffa andati in onda in alcuni show televisivi.
– Quasi ogni uccisione avviene fuori campo.
– Nella scena finale, il diamante di 86 carati viene indicato come un diamante a 84 carati.
– I distributori americani considerarono di modificare il titolo in “Snatched” o “Snatch’d”.
– La parola “fuck” viene detta per 163 volte.
– Secondo il commento del DVD era molto difficile lavorare con il cane (di nome Bow cioè Fiocco). Durante la scena in auto con Vincent, Sol e Tyrone, il cane ha attaccato realmente Lennie James, il quale è stato effettivamente morso al cavallo, ma non è stato ferito gravemente. Il cane è stato sostituito dopo questo incidente.
– I produttori non potevano permettersi comparse sufficiente per le sequenze di boxe. Ogni volta che un angolo di ripresa veniva cambiato, le comparse si spostavano per creare l’impressione di una stanza affollata.
– Nel film sono morte 26 persone.
CONSIGLI: Sedetevi sul divano e divertitevi con i vostri amici.
IN UNA PAROLA: Avvincertente

GIUDIZIO: 7 e mezzo