Recensione: BENVENUTO PRESIDENTE!

Recensione del film di Riccardo Milani Benvenuto Presidente! pellicola grottesca, divertente e con propositi critici verso tutti gli italiani. 

TITOLO ORIGINALE: Benvenuto Presidente!
NAZIONE: Italia
ANNO: 2013, colore
REGISTA: Riccardo Milani
INTERPRETI PRINCIPALI: Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Giuseppe Fiorello, Omero Antonutti, Remo Girone, Massimo Popolizio, Michele Alhaique, Cesare Bocci
GENERE: Commedia, Grottesco
DURATA: 100 min ( 1h 40 min.)
SINOSSI: In una Italia politicamente in crisi per un accordo non raggiunto tra le correnti politiche viene eletto come Presidente della Repubblica Giuseppe Garibaldi…
RECENSIONE: Finalmente il cinema italiano ha sfornato un lavoro decente e di impatto. Questo è un film dove la denuncia sui problemi istituzionali dell’Italia e la risata vanno a braccetto, il tutto condito con della sana ironia grottesca. Un film onesto e genuino, nella forma molto istituzionale ma critico nei contenuti. Con la sua chiave satirica, questa pellicola, richiama inevitabilmente alla realtà: il marcio nelle istituzioni, il dilagare della corruzione e l’accidiosa impotenza del cittadino sempre pronto e attivo a partecipare a tutto quello che succede ma solo davanti alla televisione e con un piatto di spaghetti fumante sotto il naso. La storia inevitabilmente sfocia con la classica storia d’amore che rallenta un poco il corso della storia ma che dà ulteriori spunti grotteschi (in questa caso nei rapporti d’amore). Presenti anche i Servizi segreti deviati che goffamente, in perfetta coerenza narrativa, tentano di fare il loro sporco lavoro infangando il nuovo Presidente non riuscendoci. Questo è un chiaro riferimento ai poteri subdoli che hanno governato il Paese nell’anonimato negli anni 60-70. Il film tocca momenti di ilarità “intellettualoide” come la scena dove la Smutniak canta “Comandante Che Guevara” in presenza di politici e diplomatici esteri. Questo può colorare la pellicola di “rosso”, ma a differenza di altri registi dichiaratamente di fede comunista (vedi Bertolucci), Milani ci va cauto presentando il film come una caricatura amara di un Paese che è di fronte non solo ad una crisi economica e sociale ma anche a una crisi morale. Difatti la pellicola lascia pensare lo spettatore con una domanda che si può riassumere così:“Tu cosa fai per il Paese?”. Tutti abbiamo degli “scheletri nell’armadio”, chi più chi meno, e per iniziare a cambiare il Paese si inizia partendo dal basso. Un buon film con contenuti nobili, a volte purtroppo banalizzati, dove la decisione di dare un tocco grottesco alla forma fa spiccare e rende più forte il messaggio del film.
CURIOSITA’:
  • Compaiono in un cameo, accreditati come “I Poteri Forti”, Lina Wertmüller, Pupi Avati, Gianni Rondolino e Steve Della Casa.
  • Helga Cossu e Roberto Tallei interpretano loro stessi, sono infatti realmente giornalisti di Sky TG 24
  • Le scene ambientate a Montecitorio sono realmente state girate lì, durante le festività natalizie quando i lavori parlamentari erano in pausa.
CONSIGLI: Da vedere quando si è un po’ giù. Risate garantite!
IN UNA PAROLA: IstituzioGeniale

GIUDIZIO: 7

BYE BYE BERLUSCONI!

TITOLO ORIGINALE: Idem
NAZIONE: Germania

ANNO: 2006

REGISTA: Jan Henrik Stahlberg

INTERPRETI PRINCIPALI: Maurizio Antonini, Pietro Bontempo, Franco Leo, Lucia Chiarla, Consuelo Barilari, Fabio Bezzi, Pietro Ragusa, Tullio Sorrentino, Jan Henrik Stahlberg
GENERE: Comico, grottesco
DURATA: 89 min ( 1h e 29 min)
SINOSSI: Una troupe cinematografica è impegnata alla lavorazione di un film che ha come trama principale il rapimento di Silvio Berlusconi.
RECESIONE: Il film indipendente è vivo. Film come questo ne sono la prova. Un’audace storia dove finzione e realtà ballano in un malsano valzer, si contorcono, si  fondono e si divido fino a confodere piacevolmente lo spettatore.
E’ un film di metacinema che critica e ironizza sulla società dell’era berlusconiana italiana in una cornice grottesca e a tratti demenziale. Il film è strutturato in due storie: la realizzazione del film (realtà) e film stesso (finzione). Con questo scelta stilistica il regista sfida lo spettatore, sviluppando le due linee narrative contemporaneamente, all’inzio ben distinte poi più confuse fino allo spiazzante dubbio finale. Da subito si ha l’impressione di osservare un documentario di un film mai realizzato e questa è l’ennesima prova di come il regista si diverta a cambiare taglio e stile del film. Film piacevole, scene di gruppo ben realizzate e gestite, apprezzata la vena grottesca di alcune scene e sceneggiatura molto originale seppur s’ispiri a fatti reali.
CURIOSITA’: Questo film è costato meno di 90.000 Euro. Gli attori tutti italiani hanno prestato la loro opera a titolo gratuito.
CONSIGLI: Da vedere anche solo per curiosità!
IN UNA PAROLA: Spiazzante
GIUDIZIO: 7 e mezzo