Recensione: ROBOCOP

Recensione del film RoboCop, viene riproposto il problema sull’introduzione di cyborg nella società con un contorno di azione e dramma.


TITOLO ORIGINALE: Idem

NAZIONE: Usa

ANNO:2014, colore

REGISTA: José Padilha

INTERPRETI PRINCIPALI: Joel Kinnaman, Gary Oldman, Michael Keaton, Samuel L. Jackson, Abbie Cornish

GENERE: Azione, Fantascienza

DURATA: 121 min. (2 h e 1 min.)

SINOSSI: In un futuro prossimo robot programmati per mantenere l’ordine vengono spediti in missioni di guerra dove sono coinvolti gli Stati Uniti. L’opinione pubblica si domanda se la stessa tecnologia può essere applicata alle strade delle proprie città. Nel frattempo Alex Murphy, poliziotto di Detroit, subisce un attentato durante l’investigazione di un caso e…

RECENSIONE: Eccoci di fronte all’ennesimo reboot. Il personaggio di Alex Murphy viene fatto rivivere nelle sembianze dell’attore Joel Kinnaman e diretto da José Padilha. Questo reboot è sorprendente per molti aspetti. Al di là dell’aspetto tecnico (di ottima fattura tra gli effetti speciali, il montaggio e la miriade di particolari all’interno del sistema operativo del poliziotto robot) il film si sofferma su temi etici e morali, non solo su concetti cari ad Asimov (padre delle leggi della robotica) ma anche sulla dualità dell’uomo (il bene e il male) e sulla corruzione. Inoltre lo sviluppo del personaggio di Robocop è ben diverso rispetto al film del 1984 di Paul Verhoeven, Robocop diventa tale solo dopo essere stato manipolato nei livelli biologici nel sistema facendolo diventare più macchina di come era prima. Questo per mostrare come il capitalismo può manipolare ciò che vuole utilizzando potere, soldi, i mass-media ma sopratutto il marketing. La critica della società moderna  “guidata” e influenzata dai media non passa velata, anzi sembra quasi una vera e propria denuncia. D’altronde Robocop del 1984 fu profetico in questo aspetto. Questi temi erano presenti anche nella pellicola originale ma nella versione del 2014 hanno avuto uno sviluppo più forte, forse anche perché ne siamo talmente immersi che non ci facciamo più caso. 
Questo reboot nonostante gli effetti speciali, le scene di azione e le mirabolanti riprese è meno violento del predecessore, perché appunto ha voluto analizzare altri aspetti come ad esempio il rapporto creatura/creatore (potremo definirla “sindrome di Frankeistein”) dove il lato umano prende il sopravvento sul lato macchina compiendo, finalmente, giustizia. 

CURIOSITA’:

  • Daniel Kash, nei panni del poliziotto John Lake, precedentemente ha recitato in un ruolo ricorrente nella serie televisiva di RoboCop del 1994
  • Durante la scena dove Robocop è resentato al pubblico si può leggere sul biscione del telegiornale “Brazilian surfer Gui Padilha…”. E’ un riferimento al sito del figlio di Josè Padilha, il regista.
  • E’ il primo film di produzione hollywoodiana del regista brasiliano Josè Padilha
  • Nei titoli iniziali si può sentire il tema musicale di Robocop scritto da Basil Poledouris.
  • Micheal Keaton e Gary Oldman hanno lavorato entrambe per il franchise di “Batman”.
  • Per il ruolo di RoboCop furono considerati Michael Fassbender, Matthias Schoenaerts, e Russel Crowe
  • Ci sono chiari riferimenti al film Il Mago di Oz del 1939.
  • E’ il primo film del franchise di RoboCop pubblicato per i teatri IMAX.

CONSIGLI: Bisognerebbe vedere ogni reboot evitando confronti con l’originale. Sono due prodotti differenti e questa versione si difende molto bene!

IN UNA PAROLA: RoboCopizzante.

GIUDIZIO: 7

PULP FICTION

TITOLO ORIGINALE: Idem

NAZIONE: Usa

ANNO: 1994

REGIA: Quentin Tarantino

INTERPRETI PRINCIPALI: John Travolta, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Amanda Plummer, Bruce Willis, Ving Rhames, Uma Thurman, Harvey Keitel, Christopher Walken, Eric Stoltz, Rosanna Arquette, Quentin Tarantino, Maria de Medeiros, Peter Greene

GENERE: Thriller, Commedia, Azione, Drammatico

DURATA: 154min (2h 34min), Colore

PRODUZIONE: A Band Apart, Jersey Films, Miramax Films

DISTRIBUZIONE: Cecchi Gori Group (Italia)

SINOSSI: Una coppia discute se è meglio rapinare nel ristorante dove mangiano o meno. Due killer devono compiere una missione ma avranno un intoppo. Un pugile, reo di non avere rispettato i patti con un malvivente per truccare il suo incontro, è braccato da dei sicari. Queste tre storie si intrecciano e creano un’ unica storia ambientata nel underground malavitoso di Los Angeles.

RECENZIONE: Film vincitore all’Oscar per la sceneggiatura. Il film parte in quarta e subito si avverte che la sua potenza sono i dialoghi. Le conversazioni dei personaggi malavitosi sono di una straordinaria semplicità: killer che discutono sulle piccole differenze tra Europa e Usa, rapinatori che disquisiscono su che locali è meglio rapinare oppure i diversi punti di vista sui massaggi ai piedi. In alcuni punti questi testi hanno picchi di filosofia pura, tutto condito con crudezza e violenza. La storia ha uno sviluppo irregolare. Flashback e flashfoward sono di casa, dato che fanno parte dello stile di Tarantino. Lo spettatore deve fare un minimo sforzo mentale per ricomporre i pezzi, ma questa operazione non è complicata anzi è funzionale per capire gradualmente che tipo di rapporto hanno i personaggi tra loro. Lo stile registico è prettamente Tarantiniano: in questo film si consolidano i marchi stilistici del regista come la ripresa dal  bagagliaio oppure i dettagli feticisti dei piedi della protagonista. E’ presente anche il citazionismo tarantiniano ma non è così evidente come in “Bastardi senza gloria“. Il cast di questo film è formidabile! Travolta e Jackson sono una coppia di sicari ironicamente esplosiva e nelo stesso tempo violentemente spietati; Willis in un certo senso è ancora duro a morire; la Thurman è una cocainomane intrigante e sensuale e Roth un rapinatore maldestro un pò fifone. Questi sono gli ingredieti che fanno parte di Pulp Fiction un film che scardina tutti gli schemi classici del cinema in tutti i campi: dalla narrazione allo stile, dalla messa in scena ai personaggi. Un film mitico come la colonna sonora che Tarantino sceglie personalmente, come in tutti i suoi film.

CURIOSITA’ (in aggiornamento)

CONSIGLI: Da vedere.

IN UNA PAROLA: Spiazzante

GIUDIZIO: 9