Recensione: SCARFACE

Recensione del film capolavoro di Brian De Palma: Scarface. Dipinto fedele della vita di un narcotrafficante interpretato da Al Pacino.



TITOLO ORIGINALE: Scarface

NAZIONE: Usa

ANNO: 1983

REGISTA: Brian De Palma

INTERPRETI PRINCIPALI: Al Pacino, Steven Bauer, Michelle Pfeiffer, Mary Elizabeth Mastrantonio, Robert Loggia, F. Murray Abraham, Harris Yulin

GENERE: Drammatico, Gangster

DURATA: 169 min (2h49min), Colori

SINOSSI: Il cubano Antonio Montana, grazie all’esodo di Mariel, riesce ad emigrare negli Stati Uniti dove insegue il “suo” sogno americano lavorando come spacciatore di cocaina.

RECESIONE: Non è solo un remake del film di Hawks ma è un film epocale di Brian De Palma. La regia è da manuale e la mano di De Palma si vede (i suoi soliti lunghi piani sequenza, i diversi punti di vista e le immancabili carrellate). Tutti gli attori danno una grande prova recitativa (degna di nota la performance di Mary Elizabeth Mastrantonio) ma su tutti spicca il colossale Al Pacino. L’attore italo-americano ci regala un Tony Montana perfetto nel suo genere: un immigrato cubano, ignorante, gretto, violento, furbo negli affari, testardo e costante nella realizzazione del “suo” sogno americano ma comunque con saldi principi morali (come ad esempio: il valore della famiglia). Un personaggio complesso e sfaccettato ben costruito anche nei gusti esagerati (vestiti sgargianti, accessori d’oro e Cadillac con interni tigrati) e per questo aspetto Tony suscita ilarità e un pò di tenerezza. La scenografia in alcune scene è faraonica, accuratamente kitsch e ben usata in tutto il film. La musica di Giorgio Moroder, oltre a svilupparsi e a coincidere alle emozioni del protagonista, sottolinea ed evidenzia tutto lo spirito anni ottanta della riviera di Miami, spensierata e allegra (“She’s on fire“, “Rush, rush” eseguita dalla cantante dei Blondie) ma anche truce e reale (“Push it to the limit“) oppure dolce e drammatica (“Gina’s and Elvira’s Theme“). La parabola dell’eroe “maledetto” è ben sviluppata nella sceneggiatura di Oliver Stone dove tutte le tappe del percorso “da zero a star” sono rispettate, anche la parabola discendente del personaggio è costellata, prima da avvisaglie, poi da certezze che rendono shakespiriano il finale. Anche i dettagli dei vari traffici di droga sono accurati e quasi documentaristici (Stone ha dichiarato di avere frequentato dei veri spacciatori di coca per scrivere al meglio la sceneggiatura). Storico è l’epilogo della pellicola: violento e pulp.
Insomma tutta la pellicola, come tutto quello che la circonda, è veramente spinta al limite: il linguaggio, la violenza e la drammaticità. E’ un film eccessivo, emotivamente e scenicamente, e fa parte di quei film che si odiano o si amano.

CURIOSITA’: 10 cose che non sapevi su Scarface

CONSIGLI: Non maneggiare armi durante la visione del film. Tenere lontano dalla portata dei bambini.

IN UNA PAROLA: Capolavoro.

GIUDIZIO 7 e mezzo