PULP FICTION

TITOLO ORIGINALE: Idem

NAZIONE: Usa

ANNO: 1994

REGIA: Quentin Tarantino

INTERPRETI PRINCIPALI: John Travolta, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Amanda Plummer, Bruce Willis, Ving Rhames, Uma Thurman, Harvey Keitel, Christopher Walken, Eric Stoltz, Rosanna Arquette, Quentin Tarantino, Maria de Medeiros, Peter Greene

GENERE: Thriller, Commedia, Azione, Drammatico

DURATA: 154min (2h 34min), Colore

PRODUZIONE: A Band Apart, Jersey Films, Miramax Films

DISTRIBUZIONE: Cecchi Gori Group (Italia)

SINOSSI: Una coppia discute se è meglio rapinare nel ristorante dove mangiano o meno. Due killer devono compiere una missione ma avranno un intoppo. Un pugile, reo di non avere rispettato i patti con un malvivente per truccare il suo incontro, è braccato da dei sicari. Queste tre storie si intrecciano e creano un’ unica storia ambientata nel underground malavitoso di Los Angeles.

RECENZIONE: Film vincitore all’Oscar per la sceneggiatura. Il film parte in quarta e subito si avverte che la sua potenza sono i dialoghi. Le conversazioni dei personaggi malavitosi sono di una straordinaria semplicità: killer che discutono sulle piccole differenze tra Europa e Usa, rapinatori che disquisiscono su che locali è meglio rapinare oppure i diversi punti di vista sui massaggi ai piedi. In alcuni punti questi testi hanno picchi di filosofia pura, tutto condito con crudezza e violenza. La storia ha uno sviluppo irregolare. Flashback e flashfoward sono di casa, dato che fanno parte dello stile di Tarantino. Lo spettatore deve fare un minimo sforzo mentale per ricomporre i pezzi, ma questa operazione non è complicata anzi è funzionale per capire gradualmente che tipo di rapporto hanno i personaggi tra loro. Lo stile registico è prettamente Tarantiniano: in questo film si consolidano i marchi stilistici del regista come la ripresa dal  bagagliaio oppure i dettagli feticisti dei piedi della protagonista. E’ presente anche il citazionismo tarantiniano ma non è così evidente come in “Bastardi senza gloria“. Il cast di questo film è formidabile! Travolta e Jackson sono una coppia di sicari ironicamente esplosiva e nelo stesso tempo violentemente spietati; Willis in un certo senso è ancora duro a morire; la Thurman è una cocainomane intrigante e sensuale e Roth un rapinatore maldestro un pò fifone. Questi sono gli ingredieti che fanno parte di Pulp Fiction un film che scardina tutti gli schemi classici del cinema in tutti i campi: dalla narrazione allo stile, dalla messa in scena ai personaggi. Un film mitico come la colonna sonora che Tarantino sceglie personalmente, come in tutti i suoi film.

CURIOSITA’ (in aggiornamento)

CONSIGLI: Da vedere.

IN UNA PAROLA: Spiazzante

GIUDIZIO: 9

Recensione: MISERY NON DEVE MORIRE

Recensione del film Misery non deve morire tratto dal romanzo di Stephen King.



TITOLO ORIGINALE: Misery

NAZIONE: Usa

ANNO: 1990

REGISTA: Rob Reiner

INTERPRETI PRINCIPALI: James Caan, Kathy Bates, Richard Farnsworth, Frances Sternhagen, Lauren Bacall

GENERE: Thriller, Horror

DURATA: 107 minuti (1h 47min), Colore

SINOSSI: Paul Sheldon, famoso scrittore e creatore della collana di libri avente protagonista Misery, è vittima di un incidente stradale ma viene salvato da morte certa da una sua ammiratrice la quale lo cura in casa propria…

RECESIONE: Tratto dal best seller di Stephen King, “Misery non deve morire” è uno dei film thriller più inquietanti della storia del cinema. La regia e la fotografia sono da manuale e danno il meglio di sè nelle sequenze ambientate nella casa di Annie Wilkes (carrellate spinte e funzionali nonostante siano limitate in una stanza, zoomate piene di pathos e punti di vista che esaltano i personaggi).
James Caan è molto bravo nell’interpretare il freddo scrittore di successo. Si percepisce uno studio sul personaggio dall’evoluzione delle sue emozioni. Sembra che questo personaggio distaccato mostri emozioni solo in presenza di forte stress, molto bravo Caan a nascondere, con l’espressioni del volto, una paura palpabile celata da una finta sicurezza; in più occasioni la cultura e l’intelligenza del personaggio lo salvano da situazioni pericolose.
Un capitolo a parte va a Kathy Bates perchè, si può dire senza mezzi termini, che la sua interpretazione vale tutto il film. Grazie a questa pellicola l’attrice vinse l’oscar come migliore attrice. Questo personaggio co-protagonista è vivo, rappresentato e interpretato con accuratezza dai vestiti al trucco, dai modi di fare al modo di comunicare. Annie Wilkes una disturbata infermiera di provincia suscita nello spettatore più terrore di qualsiasi altro killer cinematografico. L’amore morboso per Misery e del suo autore, Paul Sheldon (James Caan), fanno di Annie (Kathy Bates) un personaggio complesso, sfaccettato e sorprendente perchè l’interpretazione del personaggio è così pregna di vitalità che non può non essere apprezzata. Kathy Bates riesce a dosare con grande cura e maestria gli umori del suo personaggio (dall’infantile entusiasmo alla più inquietante follia, dalla violenza alla depressione più profonda) tanto da incutere timore nello spettatore solo con le espressioni del suo viso. Questa interpretazione è un classico esempio di come un attore può usare i suoi muscoli facciali per creare una maschera senza tanto uso di trucco e silicone (inquietanti i primi piani dedicateli in alcune sequenze).
Un film quasi teatrale, per la quantità degli interpreti e delle location utilizzate, ma che fa restare sempre in costante tensione.

CURIOSITA’:

  • Una delle prime macchine da scrivere di Stephen King aveva la “n” che non funzionava, proprio come quella di James Caan nel film
  • Offrifono la parte di Paul Sheldon a Jack Nicholson ma rifiutò perché non era sicuro di voler fare un altro film basato su di un romanzo di Stephen King dopo la sua esperienza con Shining di Stanley Kubrick
  • Stephen King fu talmente impressionato dall’interpretazione di Kathy Bates che più tardi le scrisse due ruoli pensando a lei.
  • Kathy Bates fu la prima donna a vincere l’Oscar di Migliore Attrice per un film horror/thriller.

CONSIGLI: Da vedere al buio, senza bibitone e senza pop corn… il rischio è che vi vada di traverso tutto dallo spavento.

IN UNA PAROLA: Horrori-Fico

GIUDIZIO: 7

CHE BELLA GIORNATA

TITOLO ORIGINALE: Idem

NAZIONE: Italia

ANNO: 2011

REGISTA: Gennaro Nunziante

INTERPRETI PRINCIPALI: Checco Zalone, Nabiha Akkari, Rocco Papaleo, Tullio Solenghi, Annarita del Piano, Ivano Marescotti, Michele Alhaique, Mehdi Mahdloo, Luigi Luciano, Anna Bellato, Bruno Cesare Armando

GENERE: Commedia

DURATA: 97 min (1h 37min), colore

PRODUZIONE: Medusa Film

DISTRIBUZIONE: Medusa

SINOSSI: Checco, addetto alla sicurezza del Duomo di Milano, conosce Farah una giovane ragazza mussulmana. Tra i due nasce del tenero, ma Farah ha un secondo fine segreto.

RECESIONE: Secondo film della coppia Medici-Nunziante (rispettivamente Checco Zalone e il regista del film). La commedia ha una storia che tratta temi attualissimi come il terrorismo islamico, l’integrazione, il lavoro raccomandato senza trascurare i cari piccoli difetti nazionali. Ma pur trattando temi dove attinge anche la più bassa commedia italiana degli ultimi tempi, questo film conserva (o ripropone?) una risata ingenua, innocente e liberatoria. La storia non si relega al solo genere comico, ma è condita leggermente con un pò di tensione, che però non prende il soppravento ma dona solo un velo di mistero alle vicissitudini di Checco. Il resto è pura comicità, forse un pò naif, ma certo più divertente di altre pellicole di genere. Il film non spicca per un uso di tecniche di direzione cinematografica particolari (fatta eccezione per un paio di inquadrature veramente interessanti e poco presenti in questo genere di film). Ovviamente la storia e le situazioni sono cucite sul personaggio di Checco Zalone che dà il meglio di sè sia per fisicità (mimica e camminata) che per comunicazione (un’esilarante dislessia). Il film non diverte solo ma fa riflettere sui difetti dell’italiano medio. Anche la storia d’amore non sfocia mai nel melenso ma è a servizio della commedia. Esilaranti sono le situazioni surreali che si vengono a generare per il confronto/scontro di culture diverse, quali la nostra cultura  italo-cattolica e quella islamica. Il film si fa piacere e diverte fino alla fine. La parabola del film si conclude con un finale, spensierato, genuino e positivo, che s’addice ad una commedia di questo stampo che non delude lo spettatore e lo gratifica.

CURIOSITA’: Caparezza fa uno spassosissimo cameo nel suolo di se stesso.
CONSIGLI: Da vedere a cuor leggero, risate genuine garantite con sprazzi di riflessione.

IN UNA PAROLA: Spassoso

GIUDIZIO: 7